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AU DEBUT DE LA NUIT SULLE FOTOGRAFIE DI GAETANO INTERLANDI


AU DEBUT DE LA NUIT: SULLE FOTOGRAFIE DI GAETANO INTERLANDI
Nel continuo rincorrersi e confrontarsi, la pittura e la fotografia hanno costantemente cercato di superarsi reciprocamente, rubando l’una all’altra segreti, possibilità, mezzi espressivi. Oggi la fotografia - particolarmente in auge e sulla cresta dell’onda, anche per un effetto moda, peraltro sorretto dai grandi circuiti del mercato che ha trovato in essa la possibilità di alimentare un collezionismo altrimenti limitato da “tipologie” d’arte difficilmente “vendibili” - sfrutta voracemente le possibilità della tecnica che dall’analogico, grazie alle capacità del computer, ha portato al digitale, e conseguentemente all’elaborazione dell’immagine in maniera più facile e profonda, aprendola ad una sconfinata moltiplicazione degli scatti utilizzabili.
Un ritorno alla pittura che non sempre dà luogo a risultati interessanti, e neanche originali, a cui si oppone l’uso del mezzo fotografico per ciò che gli è veramente congeniale e per cui è nato e rimane senza rivali: la possibilità di rubare alla vita un brandello di realtà che sentiamo e viviamo come cadùco, sottraendolo all’inganno dell’ineluttabile.
Mi sembra questa la motivazione più profonda e la sintesi della ricerca artistica di Gaetano Interlandi che stabilisce con il mezzo fotografico un rapporto di mediazione e di complicità, con cui attraversa il mondo, lo osserva e lo conserva in un personale archivio, prima di tutto mentale, da cui lo richiama selettivamente, per esporlo fissato nei suoi momenti, nello stesso tempo, più usuali e unici.
Il suo rapporto con la realtà percorre due binari di volta in volta, e a secondo delle circostanze, intercambiabili. Il primo si basa su una specie di mimetismo camaleontico che lo nasconde al mondo, quasi assorbendolo nel paesaggio, luogo, ambiente umano, per cui il mondo non gli si sottrae e non si scompone di fronte al suo obiettivo; il secondo, viceversa, consiste in una presenza vistosamente manifesta, tenace e quasi pervicacemente invasiva, tanto da costringere il mondo ad accettarne la presenza e a cedere, senza per ciò sentirsi messo alla prova e giudicato.
Per questo il tema d’esordio con cui Gaetano Interlandi si presenta in questa mostra caltagironese: la notte, appare particolarmente significativo e a lui congeniale. La notte come momento topico in cui una umanità, attirata, o costretta, durante il giorno nei ruoli prefissati e rigidi di regole sociali omologate e impoverite, si libera, o almeno cerca di liberarsi, da una identità stretta e grigia e tende a ridisegnare i contorni di una rappresentazione, di una autorappresentazione, creativa e leggera.
La notte come viaggio che compone con i suoi paesaggi, con i suoi personaggi, un grande e lungo romanzo a cui l’osservatore è chiamato a partecipare per cercare di completarne lo svolgimento e il finale, per dare un senso ai volti sconosciuti di uomini e donne, una meta al loro comminare o all’improvviso fermarsi.
A Mosca, a Londra o a Caltagirone, la notte tesse ugualmente i suoi racconti e le sue favole. Il realismo della rappresentazione non ha più il sopravvento.

Caltagirone,10.07.2006
DOTT. DOMENICO AMOROSO

Saggio di prolusione del Dott. Domenico Amoroso alla inaugurazione della mostra fotografica presso la Corte Capitanale di Caltagirone, 11.07.2006

MIDNIGHT AU DEBUT DE LA NUIT
ON PHOTOGRAPHS BY GAETANO INTERLANDI
In their continuous pursuit and confrontation, painting and photography have constantly tried to surpass each other, stealing secrets, possibilities, and means of expressions from one another. Today, photography is particularly enjoying great favours and is on the crest of the wave also owning to fashion, by all means supported by large-scale commercial distributors which have found in the photography the possibility to fuel a type of collecting activity otherwise limited by art “typology” hardly “saleable”. Photography voraciously exploits all the high tech possibilities that from the analogical, thanks to computer potentiality, has taken to the digital system, and consequently to the image elaboration in a easier and deeper way, opening it to an unlimited multiplication of the pictures that can be taken.
A revisiting of painting that not always gives rise to interesting or even original results. Photography counteracts this phenomenon, as far as what is natural to it and for what this means was born and remains up to now without any rival: the possibility to steal life a shred from that reality we perceive and live as decaying, rescuing it from the deception of ineluctability.
This is, in my opinion, the profoundest reason and synthesis of the artistic research pursuit by Gaetano Intelandi who establishes with the photographic means a relationship based on mediation and understanding, and together with it he wanders, observes and files the world, in a personal and, above all, mental archive, from which he selectively recalls that same world, to exhibit it fixed in its different and, at the same time, most usual and unique moments.
Mr. Interlandi’s relationship with reality goes on one of two interchangeable tracks chosen from time to time according to circumstances. The first is based on a kind of chameleon mimetism which hides him from the world, nearly absorbing his person to a landscape meant as a place, a human environment. This is the reason why the world seems not to try eluding his lens. The second, on the contrary, consists in a strikingly manifest, persistent, almost obstinately invading presence, so much that it compels the world to accept it and surrender to it, without feeling tested out and judged.
Therefore the debut theme with which Gaetano Interlandi presents this exhibition based in Caltagirone: the night appears particularly significant and congenial to him. Night as a topical moment during which a whole sort of humanity, attracted or forced during the day into rigid and pre-established roles and conformed impoverished social rules, frees itself, or at least tries to, from a narrow and grey identity that tends to re-design the outlines of a representation, of a self-representation, weightless and creative.
Night as a journey that forms together with its landscapes and characters an outstanding novel in which the observer is invited to participate so as to complete its developing plot and ending, and to make sense of unknown faces of men and women, a destination to their moving and suddenly stopping. In Moscow, London or Caltagirone, night equally weaves its stories and fairy tales. The realism of representation prevails no longer.
Caltagirone, 10.07.06 Domenico Amoroso